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“Who are you?” (Chi sei tu... cadavere senza nome?). La celebre canzone rock (opera, guarda caso, degli Who) che ha fatto da sigla agli episodi della prima stagione ci fornisce subito il Dna di Crime Scene Investigation, il telefilm – noto in Italia come CSI: Scena del crimine – che ha scatenato la più virulenta passione, la più contagiosa “febbre dell’immaginario televisivo” dai tempi di X-Files. Reperti microscopici analizzati con rilevazioni precisissime, corpi sezionati dalla più avanzata chirurgia, reazioni chimiche innescate da misteriosi reagenti… Un completo campionario di sofisticate tecnologie è messo al servizio dell’indagine poliziesca, in una moderna trascrizione delle imprese di Sherlock Holmes. Questa la ricetta di un successo che, stando a quanto si dice, ha sfilato lo scettro degli ascolti dalle mani dell’ormai celeberrimo E.R. Medici in prima linea, padrone incontrastato dei piccoli schermi d’America – e poi d’Italia – dal lontano1994.
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